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Simbiocene Sym-Fi 

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SIMBIOCENE

BIODIVERSITA'

 

SYM-FI 

VISIONE ENTOPICA - COSTRUTTIVA DELLA NARRATIVA SYM-FI

 

 

PALLAS MANU WANDERING
 

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Alessandro Vanzo

SYM-FI CONNESSA AI DUE CERVELLI

SIMBIOSI nella pancia, SINFONIA nella mente: oltre la barriera comunicativa

Il Simbiocene  dibattuto negli ambienti accademici e intellettuali isola il dibattito in circoli autoreferenziali. Il concetto di superamento dell’Antropocene è sviluppato da filosofi, biologi e sociologi con approcci e terminologia differenti: Simbiocene, Simpoiesi, Simbioetica, Nuova Ecologia, Grammatica dell’Evoluzione.

A questo mondo accademico si affianca una vasta galassia di associazioni, enti di formazione, centri di educazione ambientale e società di consulenza rivolti al grande pubblico. L’affollamento di neologismi, convegni e certificazioni rischia di aumentare il divario di incomunicabilità. In minima parte per effetto dell’elitarismo linguistico, ma piuttosto per il divario dalla realtà materiale. La maggior parte delle persone affronta problemi climatici ormai nel quotidiano e nella cultura di massa prevale la percezione che i movimenti sulla crisi climatica non offrano soluzioni, poiché lontani dalle necessità reali.

 

La narrativa del simbiocene è l’unico strumento emotivo che traduce concetti astratti in realtà tangibili. La saggistica accademica parla alla mente, la narrativa all’immaginazione e all’empatia, inoltre si propone a supporto divulgativo dell’Accademia.

La sym-fi  è l’evoluzione positiva dell’eco-fi; non denuncia il disastro, lo inserisce nella storia  come avversario antropico che ostacola l’eroe a esprimere il suo potenziale simbiotico. Costruisce mondi in cui la tecnologia, la cultura umana e gli ecosistemi naturali coesistono in armonia.

La gente comune ha bisogno di storie che diano valore al cambiamento, all’immaginario comune. Se le persone riescono a vedere e a desiderare il futuro simbiotico attraverso la narrazione, saranno più propense a pretenderlo e a realizzarlo nella realtà. Presumibile reazione, a convalida della propria alfabetizzazione scientifica e filosofica, il conseguimento di certificati e attestazioni.

L’umanità simbiotica, valorizzate le facoltà del secondo cervello legate all’intuizione e all’emotività viscerale, modella la sostenibilità in esperienza sensoriale  ed empatica (Ambiente, Economia, Società).

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Alessandro Vanzo

CONTENT CREATOR MEDIA KIT

PALLASMANUWANDERING

Il CONCETTO

 

TITOLO

L’universo simbiotico. Global Multimedial Cultural Franchise. IP with Social Impact

 

SOTTOTITOLO

La Natura senziente e la relazione simbioetica con l’umanità. La saga transmediale della sim-fi (Simbiocene Fiction) scritta da pallasmanuwandering il ghostwriter del gatto di Pallas

 

IP CONCEPT

Speranza del futuro sul pianeta abitabile. Simbiosi mutualistica e co-evoluzione. Ecosistema editoriale trans-disciplinare per la divulgazione del Simbiocene e della Biodiversità che unisce scienze ambientali, discipline umanistiche e linguaggi narrativi avanzati.   

 

LA BASE

Cinque anni di consolidamento dell’identità del brand. Il ghostwriter del gatto di Pallas come un frame work metodologico di ‘Prospettive Non-Umane’. Espediente narrativo e scientifico per analizzare i dati sulla Biodiversità, comporli e valorizzarli.

 

I LIBRI AUTOPUBBLICATI

Quattro in lingua inglese, italiano e tedesco. Pronti per la distribuzione globale e la localizzazione di altri mercati.

 

“IL GATTO PALLAS E IL REGNO DI LU” L’incontro nel Neolitico tra la bambina Lu e il cucciolo Pallas tramite telepatia visiva. Perfetto per un adattamento visivo

(graphic novel o film d’animazione) focalizzato sull’empatia interspecie.

 

“THE PREDICTION- LA PREVENZIONE”Una brand bible per giornalisti, editori e investitori, presentato nel Palazzo Merulana a Roma. Unisce la narrativa alla scienza per proporsi strumento divulgativo.

 

“ABITARE L’ALBERO COSMICO” L’antologia transcontinentale con le note a margine dei due archivisti dell’Osservatorio della Biodiversità che funge da Centro Studi. Esso produce report, analisi e contenuti culturali tradotti in narrazione. La presenza dell’archivista Manul esprime il punto di vista non-umano, quella di   AI8BUS, il modello di BioAI applicato all’analisi di dati ecologici e socio-ambientali. Otto racconti su un’epoca diversa della terra. Ideale per una trasposizione in serie TV antologica o podcast di fiction.

 

“LA LEGGENDA DI MANUL GATTO PALLAS” L’origine della specie Otocolobus in un formato interattivo e multimediale. Apre la strada alla gamification e ad applicazioni interattive. La Triplice Alleanza (AI, Clima, Biodiversità) è il pilastro su cui aziende tecnologiche illuminate (tech for good) potrebbero investire per sponsorizzazione.

 

 

I LIBRI IN SCRITTURA

Il primo “MANUL. L’ABBRACCIO DELLE SYM-PARABOLE” Strumento di educazione civica, etica, ambientale. In chiave laica diventa lo strumento biologico, evolutivo attivatore di sopravvivenza e di adattamento. Anticipa e incarna il concetto di Simbiocene.

 

Il secondo è l’Antologia in cui diversi autori umani emergenti di nazionalità diverse, non-umani selvatici e domestici, analizzano l’evolversi della vita nel Simbiocene basata sul mutuo soccorso. AI8BUS la BioAI, entità che armonizza l’agire umano con l’equilibrio di tutte le specie.

 

LIBRI SCRITTI E NON PUBBLICATI

Della trilogia pubblicato il primo “ Il Gatto Pallas e il regno di Lu”          

Il secondo“Nero Cenere di Luna” ambientazione non precisata che risponde alla domanda «Se fossero Manul e Lu ad accogliere nel mondo urbanizzato i minori non accompagnanti, abbandonati, ripudiati?’ Neutralizzata la minaccia della Luna Nera dalle facoltà ESP.

Il terzo“Lu, Manul, AI. Il futuro simbiotico”. L’interazione tra umano, non umano e AI accresce il senso di appartenenza e avvia il processo di empowerment di comunità.

 

Sul tema delle minoranze etniche: “ Ciukci” ambientato in Lapponia e “Il Basco Calvo “ ambientato nei paesi baschi.

 

AUTOFINANZIAMENTO

La produzione intellettuale è indipendente e solida. Nessun debito di produzione.

 

ESPANSIONE DELL’UNIVERSO NARRATIVO

EDUTAINMENT & PARCHI

Distribuzione della narrativa sym-fi. Installazioni multimediali interattive negli zoo e parchi partner, mostre didattiche basate sul Simbiocene e la Biodiversità. Ruolo ecologico di strutture per l’educazione ambientale, oasi verdi per il benessere psicofisico dei visitatori.

 

GAMING

Videogiochi sulla cooperazione biologica

 

CONSUMER PRODUCTS

Licensing etico e merchandising legato alla figura iconica di Manul il gatto di Pallas, ambasciatore della Biodiversità e archivista del Simbiocene.

 

 

 

LOGO, EMBLEMA

Realizzati il logo di pallasmanuwandering e l’emblema del Simbiocene

 

 

DA APPROFONDIRE

 

PROPOSTA DI CO-PARTECIPAZIONE

Ricerca di partner strategico globale ( Editore Internazionale, Studio d’Animazione, Produttore di videogiochi o Agenzia di Licensing Globale) in formula di co-partecipazione alle royalties o joint venture. Partecipazione in forza della distribuzione commerciale, canali di marketing di massa, sviluppo tecnico di estensioni multimediali

 

PROPOSTA DI MASTER FRANCHISING

Pallasmanuwandering mantiene la IP del franchising culturale e cede i diritti di sviluppo commerciale.

  

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SAGA EPICA

Alesandro Vanzo

 

MANUL 

Saga Epica

Manul, alieno giunto dodici milioni di anni fa sulla terra  con gli extraterrestri provenienti dal pianeta Walahysa.

La capacità di adattamento e la comunicazione non  verbale s’inseriscono nella teoria scientifica fondata sulla biologia e sulle neuro scienze. L’asse intestino  - cervello : Simbiosi nella pancia , sinfonia nella mente.

La comunicazione dell’alieno Manul con pallasmanuwandering  avviene per flusso d’immagini, linguaggio che traduce  gli stati d’animo in sequenze visive. Sono brevi video coinvolgenti trasmessi attraverso  la mente e la pancia di Manul. L’immagine mentale generata dall’unione simbiotica tra umano e alieno. Gli occhi con le pupille rotonde sono due portali  aperti sulla narrazione visiva  del non-umano.

 

Risalendo la linea evolutiva, il suo DNA possiede la memoria genetica di come la vita resiste alle grandi estinzioni di massa, alle glaciazioni e ai collassi climatici. Il felino arcaico è il custode di un equilibrio dimenticato e si rivela per salvare la biosfera ergendosi archetipo della simbiosi tra Sapiens e la natura.

Sono state raccolte 200 e più foto  di espressioni facciali di Manul scattate dai fan nei parchi zoologici di tutto il mondo.  Appassionati stregati dall’inaspettata ipnosi simbiotica dell’anima stessa del cosmo. Hanno colto  lo sguardo fiero , indomito del selvaggio per scoprire il proprio: la scelta di non farsi addomesticare dall’abbraccio antropico.

 

Manul è una celebrità assoluta, l’interfaccia di comunicazione del risveglio primordiale. L’adulto è proiettato nell’infanzia in cui la relazione con i non-umani era paritaria, magica e priva d’infrastrutture.  Affiorano i ricordi di quando nell’alba dell’esistenza egli ascoltava la natura e riflesso nello sguardo  liberatorio di  Manul, trova  il legame perso  nell’era antropica.

 

Pallas Manu Wandering  diffonde  la conoscenza su base ed escursioni scientifiche, la narrazione sym-fi  colma il vuoto culturale nel dominio della narrativa distopica. Metamorfosi antropologica fondamentale per conservare la rete della vita. Manul,

il non-umano iconico, è il protagonista della transizione e lo strumento culturale  di condivisione e partecipazione  attiva dei lettori al cambiamento.

 

Decisiva per l’avvio della nuova era biologica l’alleanza con i  bioparchi; presidi di conservazione della biodiversità, oasi protette, fari di cultura simbiotica, custodi dell’alleanza multi specie, conservazione scientifica e non solo. Gli stessi visitatori traggono benefici fisiologici e mentali tramite i percorsi tematici, l’educazione ambientale, l’immersione in habitat naturali  nicchie  in un pianeta sempre più antropizzato.

 

LA SINERGIA TRA SCUOLE E BIOPARCHI

La transizione ecologica e l’integrazione del Simbiocene nelle scuole sono programmi che trovano nei Bioparchi il modello di ecosistema interdipendente e comportano investimenti miliardari.

Nell’universo dei Bioparchi  i programmi educativi si concentrano sul concetto di coesistenza  e di Simbiosi con i non-umani, piante e microrganismi.

I modelli sviluppati  in Europa sono in Scandinavia, Francia, Germania, Paesi Scandinavi.

Nei paesi extra –europei in Australia, UK, USA, Cina, Giappone, Russia, India, Sud Est Asiatico, Singapore, Corea del Sud, Indonesia.

Ribadisco il dato di fatto pedagogico; mentre l’infanzia è ricca di favole simbiotiche, dall’adolescenza in poi prevale la distopia. La sym-fi colma il vuoto narrativo, fornisce gli strumenti cognitivi per immaginare e co-progettare scenari futuri nella visione d’insieme. 

Manul creatura liminale, emblema della transizione dell’umanità sulla soglia della coscienza valorizzata dalla percezione sensoriale. Risveglio interiore d’affaccio sul mondo promesso.

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DITTICO  PROSPETTICO

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Le neuroscienze applicate alla narrazione bioconsapevole, storie di fantascienza simbiotica (sym-fi) che diventano disciplina umanitaria ambientale.

Evoluzione filosofica e biologica della narrativa non solo come intrattenimento ma strumento su base scientifica, che supera l’antropocentrismo per integrare la consapevolezza biologica ed ecologica.

L’efficacia del DITTICO si basa sulla scena speculare, supportata dalla moderna psicologia ambientale. Il gancio emotivo – Antropocene – descrive la realtà, la catarsi simbiotica presenta lo stesso scenario riabilitato dai principi del Simbiocene. La  minaccia esistenziale si confronta con l’alternativa del cambiamento praticabile. Reso il contrasto tangibile, agisce al dolore causato dalla perdita del proprio habitat.

La saggistica scientifica ha mappato la crisi climatica e diffuso i dati raccolti per guidare la politica e contrastare il negazionismo scientifico. Nonostante l’emergenza climatica sia subentrata nel quotidiano, non supera la paralisi emotiva del pubblico. La risposta collettiva frammentata in movimenti non si traduce in partecipazione di massa.

 

 

La transizione verso il Simbiocene non si basa sull’attivazione dell’immaginario, ma sulla scoperta di avere il mondo dei desideri sotto casa. Non cambia il pianeta, cambia il modo di abitarlo.

 

 

Dittico Prospettico. Storie

La fine della prima parte del dittico non è la conclusione, ma la soglia di una trasformazione radicale.

·       LA RONDINE

·       LA CURVA A GOMITO

LA NARRATIVA SIMBIOTICA

 

La Rondine

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LA NARRATIVA SIMBIOTICA

La Rondine

Il Simbiocene fa stormo con la Rondine

 

La sede dell’impero internazionale di Lu, si trova nella più vasta proprietà privata del territorio della Megalopoli; include una serie di edifici separati da parchi con laghi, voliere o acquari.  Un bioparco scientifico e tecnologico con una serie di strutture specializzate.

Dalla Cupola dei Felidi –edificio polivalente adibito anche a scuola terminata la lezione, uscirono gli adolescenti e gli alunni più piccoli, preadolescenti rimasero in attesa dell’arrivo di Lu – ospite d’onore - e di Manul. Tutti insieme entrarono nell’adiacente Osservatorio della Biosfera.

 

 Le bambine e i bambini del vivace gruppo obbedirono all’ordine di AI8BUS (La BioAI) e si sedettero in silenzio. Fissavano Lu, impazienti di scoprire il motivo della selezione, mentre Manul scrutava le loro menti dall’alto della postazione designata. Lu allungò la mano sul capo di Manul e il contatto stimolò il peculiare ringhio; segnale d’inizio della lezione di SIMBIOSI.

 

*-*

AI8BUS, come da prassi alla presenza di alunni dai 10 ai 13 anni, si rivolse ai preadolescenti usando il linguaggio verbale, precisando che in passato era la più diretta forma di comunicazione nel passaggio dall’infanzia simbiotica alla preadolescenza antropica. Proseguì la breve premessa chiarendo che nell’era attuale del Simbiocene, la lezione emotiva visiva si sarebbe svolta tramite la connessione mentale collettiva indotta. Dopo un attimo di pausa strategica, ottenuta l’approvazione di Lu, AI8BUS precisò che la sperimentata attività sensoriale empatica e interspecifica li avrebbe accompagnati per tutta la loro vita.

 

LA RONDINE

 

AI8BUS. Introduzione

Anche quest’anno ce l’avrebbe fatta.

Alla rondine maschio, nel viaggio di ritorno dall’Africa, mancavano poche ore di volo per raggiungere il Portico con il nido. Nella fattoria il portico semi aperto collegava le stalle e il fienile, per la rondine erano magazzini di risorse alimentari con l’abbondante presenza d’insetti. Il cambiamento climatico aveva amplificato le difficoltà migratorie annuali, compreso il dubbio sulla data di partenza per le mutate condizioni climatiche all’arrivo. La rondine maschio aveva superato la longevità media di due anni, raggiungendo i sette anni di vita. Arrivato a destinazione, aveva iniziato a restaurare il nido, pronto a difenderlo dagli altri maschi e in attesa dell’arrivo della femmina – se sopravvissuta -. L’umano, per agevolarlo nel restauro, aveva realizzato lo stagno da cui estrarre il fango necessario. L’intensità dei fenomeni naturali avrebbero causato più volte, nel corso della sua permanenza, danni al nido.

Tre erano le uova da covare e una volta dischiuse, trascorse due settimane, il piumaggio corporeo e alare dei pulcini si sarebbe infittito, tuttavia insufficiente per il volo.
 

LU. Ospite d’onore

Avevo tredici anni quando sono entrata nel portico stringendo tra le braccia Manul cucciolo. La mia era una visita di controllo e nel contempo avrei presentato a Manul la coppia di rondini e i tre pulcini.

I seguenti fatti si sono svolti in contemporanea: sono inciampata e per evitare di cadere ho afferrato il corrimano, Manul era caduto a terra, mentre il pulcino, sul bordo del nido in riparazione, era finito illeso sul pavimento del portico.

Manul si era avvicinato al pulcino guidato da un rapporto istintivo e simbiotico e avevano iniziato l’esplorazione reciproca. La rondine femmina aveva annunciato il suo arrivo con un grido d’allarme acuto, stridulo e i si era lanciata in picchiata contro Manul emettendo vocalizzi di richiamo al maschio. Li ho raggiunti di corsa e mi sono alzata con il braccio allungato verso l’alto.  Offrivo sul palmo della mano, alla vista della rondine in picchiata, il corpo caldo con il cuore pulsante della creatura per celebrare la vita. L’innocenza dell’infanzia aveva preso il sopravvento e consolidato la simbiosi tra le specie diverse. Manul ha richiamato la mia attenzione e ha attivato la connessione mentale per immagini; la conferma dell’agire in sintonia nell’incontro ravvicinato.

Ho appoggiato la scala al muro e ho iniziato a salire incurante dei vocalizzi minacciosi della rondine. Man mano che mi avvicinavo al nido diminuivano i voli radenti d’assalto e raggiunto l’obiettivo mi sono trovata faccia a faccia con la rondine. Era in mia attesa, tranquillizzata dai pigolii di coesione del suo pulcino.  I sette cuori battevano alleati nel rapporto simbiotico.

 

«Per tutta la vita» ripeté Lu agli alunni emozionati, turbati, eccitati e ancora immersi nell’esperienza visiva. Empatia tra specie diverse che aveva cancellato paura e rivalità. Ricordo indelebile della connessione tra umani e non-umani.   

 

Prima che iniziasse la lezione, i preadolescenti avevano indossato la Blind-Link (la Fascia-Visore) opaca che copre gli occhi e le orecchie per la trasmissione dei dati inviati da AI8BUS direttamente al cervello. Immersività totale nella vicenda con la replica di immagini, di suoni, di odori e di emozioni. L’artificio di AI8BU per aggiungere la componente emozionale riferita alle singole specie presenti.

La realtà virtuale aveva causato manifestazioni di turbamento in alcuni alunni per il forte impatto emotivo: segnali di brivido, di commozione, d’allarme. L’intervento tempestivo di Lu aveva evitato l’attivazione del blocco di sicurezza per ripristinare la serenità.

Era apparsa l’immagine di Manul che si era sostituito a Lu sulla scala. Il cucciolo, con precisione e delicatezza, aveva afferrato il pulcino con gli incisivi alla base dell’ala, deciso a salire fino al nido. Era stato facile raggiungere il primo piolo, il secondo con qualche difficoltà di sballottamento, il terzo con il rischio di fare del male al pulcino. Il divertimento aveva prevalso sulla tensione con il retrocedere maldestro del cucciolo che a fatica aveva riconquistato la base di partenza.  Senza danni per entrambi.

 

I preadolescenti, tolta la Fascia Visore, fissarono Manul in attesa della reazione. Manul apprezzò il silenzio rispettoso dei cuccioli umani e Inviò come saluto di commiato un sonoro e amorevole ringhio.

 

MANUL

 Sapiens, il disertore della biodiversità, sfida la sopravvivenza della biosfera. L’arroganza dominante contro il potere di omeostasi in natura è lanciata sul territorio della stessa. Emergenza  che motiva la reazione con l’intervento delle quattro forze primordiali che formano la materia dell’universo e sono la fonte di vita: aria, acqua, terra e fuoco.

Scontro con l’esito scontato, lo dimostrano le precedenti catastrofi biologiche avvenute nel corso delle ere geologiche. Nell’attuale, sconfitta la specie dominante, la vita si riforma nel Simbiocene.

 

La scolaresca guidata dal Ranger entrò nel Bioparco; dalla simulazione interattiva al mondo reale. La gioventù, nell’Aula Magna del Simbiocene, avrebbe annullato in breve tempo la separazione concettuale tra umano e natura. Camminavano guardando il cielo e sotto le tettoie degli edifici cercavano i nidi di fango. Emozionati, alla vista dei non-umani, ricambiavano i loro versi, (fischi, canti, ruggiti, barriti) interpretati come segnali di benvenuto, con sorrisi, applausi e grida gioiose. Vivevano coscienti la realtà simbiotica; evolvere proteggendosi a vicenda.  

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LA NARRATIVA ANTROPICA

 

La Rondine

Una Rondine non fa Primavera

 

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La Scuola

 

Lezione di scienze nell’aula della scuola media, alunni preadolescenti di età  

compresa tra gli 11 e i 14 anni. La crisi giovanile nell’Antropocene è segnata dalla violenza sistemica e quotidiana: bullismo, isolamento digitale e legami generazionali compromessi. La gioventù cresce nell’epoca d’incertezza climatica e sociale che produce in piccolo la prevaricazione esercitata in grande dall’umanità sul pianeta. 

 

La lezione arranca fin da subito. La docente stenta a prendere la parola, interrotta da commenti volgari non appena pronuncia la parola “uccello” per definire la rondine. Lo scambio di battute tra maschi e femmine si fa pesante e degenera rapidamente in prevaricazione di genere. La docente, poiché donna, non è risparmiata da allusioni piccanti e aggressive. Umiliata e impotente davanti a quella tossicità generazionale, interrompe la lezione ed esce dall’aula.

Rimasti soli, gli alunni entrano nella parte. Esaltati dal vuoto di potere, iniziano a simulare l’uccello con pigolii isterici e richiami distorti della rondine. Il pavimento e la pedana diventano il palcoscenico di una parodia zoomorfa, inclusa la fuga dell’insegnante, pronta per essere data in pasto ai social. 

 

La porta si spalanca. Entrano il Preside e il Bidello soprannominato “Cadavere” per l’aspetto. Ha il volto ossuto, coperto di sola pelle. Dalla fessura della bocca immobile esce un secco ordine “Consegnare gli smartphone. Subito”.

La presenza dei due maschi è bastata a fare calare il silenzio. Non è l’effetto della burocrazia scolastica a bloccare la gioventù, ma il rispetto ancestrale riconosciuto a Cadavere in altre occasioni. Avvicinatosi alla prima fila dei banchi, apre la sacca di tela scura. In un batter d’occhio, i telefoni scivolano dentro e scompaiono nel buco nero. Il Preside e il Bidello escono senza proferire parola, portando con sé gli schermi attraverso cui gli alunni filtrano il mondo.

La docente rientra in un’aula ammutolita con gli alunni privati degli artigli digitali. La lezione sulla rondine ricomincia nel silenzio forzato. Gli alunni non sono sottoposti ad alcuna punizione formale, nessuna nota sul registro, nessun avviso ai genitori.

 

Cadavere non è dalla loro parte per partito preso, il suo aspetto denuncia una dura verità: nell’era antropica la violenza è l’aria che la gioventù respira ogni giorno nel macrocosmo degli adulti. Privati della tecnologia essi scrutano nel vuoto che hanno creato e la rondine –per ora- resta solo un nome sulla lavagna.

 

La Fattoria

 

Sei preadolescenti spavaldi e decisi varcano il confine della fattoria: sono cinque maschi e una femmina. Giovani cresciuti nel cemento di un habitat urbano, sono venuti nella fattoria con un obiettivo preciso: decisi a fare esperienza, sfidando il divario tra la natura virtuale degli schermi e quella reale della terra.

Ricerca brutale, motivata dal bisogno di recuperare il ruolo di chi sperimenta sul campo, di dimostrare la competenza del fare che superi l’impotenza del digitare.

Procedono in fila indiana. In testa c’è il capo banda, sicuro di sé; la ragazza chiude la fila, ultima e silenziosa.

 

Il gruppo si blocca di colpo al centro del portico, davanti al tratto di muro che divide due ingressi: a sinistra l’accesso alle stalle, a destra quello del fienile.

Sotto il portico, l’odore acre del fieno si mescola a quello pungente del letame. Residui di fango secco e accumuli di guano segnalano una presenza. Gli sguardi degli adolescenti risalgono la parete fino a raggiungere l’obiettivo: un nido di rondine, una mezza coppa di fango e paglia ancorata alla parete.

 

La scoperta scatena la reazione della banda, che manifesta l’eccitazione in fischi e risate. Appoggiata una vecchia scala al muro, due ragazzi salgono rapidi, armati di bastoni, decisi a demolire la costruzione abusiva. Dall’alto giunge il rumore del fango che si sbriciola, ma dal basso la bambina percepisce la presenza di vita; pigolii nascosti, segnali acustici che non invocano solo cibo, anche aiuto. Ignorati dai due adolescenti che, scesi dalla scala, controllano l’esito della distruzione.

«Muoviamoci» ordina il capo banda con un sorriso cinico «Un unico intervento per due risultati: rimozione lecita e fornitura di cibo per il gatto domestico.

Usciti dal portico, il più giovane si allontana dal gruppo e si avvicina allo stagno coperto di melma verde. Abbassa la zip dei pantaloni e, voltandosi verso gli altri, precisa spavaldo «Non serve tirare l’acqua, inoltre l’ammoniaca accelera la proliferazione delle alghe nella brodaglia. Merito un plauso, unico intervento, due obiettivi centrati»,

 

«OH, OH» annuncia il vice capobanda «Abbiamo visite»,

Due cuccioli di Schnauzer stanno correndo loro incontro. Con l’abbaiare gioioso e la coda che oscilla frenetica, manifestano il loro benvenuto alla gioventù umana. Nel cielo volteggiano due coppie di rondini, la terza scende in picchiata simulando attacchi in direzione della banda ed emettendo grida acute di richiamo.

Scatta qualcosa. Cinque coltelli a serramanico escono dai foderi, le lame scattano all’unisono. Prima che i maschi avanzino, la ragazza si para davanti al gruppo, non per difenderli ma per fare da scudo ai due cuccioli. L’attenzione dei maschi è però distolta dall’abbaiare furioso e dal rumore pesante sul terreno; l’arrivo della madre – una Schnauzer gigante - che  precede i piccoli nella corsa.

Il richiamo d’aiuto si era propagato nella grande rete naturale della conservazione, mancava l’essere umano, il neo-investito custode della biodiversità.

Vuoto colmato dall’arrivo del Fattore armato che con voce profonda lancia l’ordine: «Fermi!»

Al comando obbedisce solo la madre Schnauzer, che si blocca ringhiando a denti stretti. I due cuccioli invece coprono di feste la bambina.

Il Fattore abbassa l’arma, tenendola lungo il fianco, ma il suo sguardo colpisce più delle parole «Fuori da questa terra. Siete ancora in tempo per uscire indenni, i coltelli restano qui. Lasciateli cadere».

Il gruppo di preadolescenti alza le braccia in segno di resa. Gettano le lame a terra e iniziano a indietreggiare lentamente, per uscire di scena e riguadagnare la via del ritorno nell’habitat urbano.

Il capobanda si volta e vede la ragazza immobile accanto alla famiglia dei non-umani. «Tu non vieni?» le chiede. «NO» risponde Lu con lo sguardo fisso sul Fattore. Poi, LU si volta verso i suoi ex compagni che si allontanano e scandisce le parole:

 

«Il domani mi attende».

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*** TRILOGIA DI LU ***

 

 

Estratto dal secondo libro “Nero Cenere di Luna” e adattato

pallasmanuwandering

 

 

NOTA.

La narrativa Sym-Fi evita la paralisi intellettuale che non produce evoluzione; il fallimento cognitivo impostato sulle metafore e sull’uso strumentale dell’empatia   nella creazione del personaggio. Manul è la voce del non-umano e l’umano è il co-protagonista nel rapporto simbiotico tra specie diverse.

 

LA CURVA A GOMITO

 

Narrative a Confronto

Eco-fi Antropocene

Sym.-fi Simbiocene

 

Ci dividiamo in ambientalisti, animalisti e negazionisti, mentre la crisi climatica intensifica la sua fase distruttiva. Come uscire da questa competizione cognitiva e ritrovare la nostra impronta ecologica?

Con la Sim-Fi proposta da pallasmanuwandering su base scientifica ed ecologica. La narrativa del Simbiocene; l’era in cui l’umanità si riconcilia con i sistemi viventi. La serie di brevi racconti analizza lo stesso scenario da due lenti opposte: la cecità dell’Antropocene e la lungimiranza del Simbiocene.

Ambientazione: una curva stradale a gomito.

 

Scena 1: L’Antropocene - La Curva dei Fantasmi .

 

Il cartello triangolare con il bordo rosso era sbiadito, deformato. Sotto, il pannello rettangolare recitava: Tratto ad alta sinistrosità. I fari abbaglianti lo illuminavano ma nessuno rallentava.

La radio, nell’automobile in prossimità della curva a gomito, diffondeva dati sul traffico e l’ennesima statistica di animali travolti o mezzi usciti di strada e precipitati nel lago sottostante.

«Papà, attento c’è un’ombra a ridosso del muretto di protezione, sembra un cane o un bambino» Disse il piccolo dal sedile posteriore con la fronte incollata al finestrino.

«E’ nebbia, rilassati e continua a guardare lo schermo del tuo smartphone». Rispose l’adulto e accelerò per recuperare il tempo perso.

Dietro la barriera di metallo -recente protezione a ridosso dell’elevazione-, sulla copertina del muretto, i fantasmi stavano seduti in silenzio. Il cucciolo di tasso e la ragazza con lo zaino erano arrivati di recente, invisibili al censimento dei vivi. Facevano parte della popolazione della curva: un numero sul verbale della polizia, un intralcio alla viabilità da sgomberare in fretta.

 

Scena 2: Il Simbiocene – La Curva della Memoria

 

La velocità del mezzo leggero calò fino a diventare un sussurro molto prima della curva a gomito. Al posto del metallo, la curva era messa in sicurezza da un muretto di pietra porosa, coperto di muschio e adatto a offrire rifugio per insetti.

Superarono la passerella verde di transito che unisce il bosco con il prato sulla riva del lago. Sul percorso ecologico, non vista, transitava una famiglia di volpi.   

«Chi c’è sulla parete del ricordo?» chiese Lu sporgendosi dal sedile posteriore per osservare il muretto. L’uomo al volante frenò per proseguire a passo d’uomo. Sul muretto non c’erano divieti ma placche di argilla con i volti impressi: il profilo di una donna e lo sguardo spaventato di un cerbiatto investito tre stagioni prima.  Capitava che umani e non umani, per attraversare la strada, non usassero la bio passerella. Sotto ogni immagine c’era una fioriera con ciuffi di lavanda e salvia selvatica.

«Osserva i fiori dei tassi» disse il padre alla figlia «Sono pieni di api», indicando le fioriere che preservano le memorie, incise nella pietra. «Non disturbiamo la loro raccolta di nettare, né il ricordo di chi è transitato prima di noi».

La curva non era più un pericolo da superare, ma uno spazio di coesistenza, dove i morti proteggevano i vivi insegnando loro il ritmo della curva a gomito.

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